Rain and snow man

Compare oggi su Modena Qui questa mia lunga intervista, un bel racconte per cui ringrazio il giornalista modenese Sandro Bellei:
E’ l’uomo a cui ci affidiamo per capire che tempo farà.
E’ Luca Lombroso, responsabile dell’Osservatorio geofisico che si racconta in una lunga intervista a ModenaQui e ci rivela che il giorno più caldo, mai segnalato dai termometri in città fu il 20 luglio del 1983 quando si toccarono i 38,5 gradi.
Nell’inverno del 1879-80, invece, morirono di stenti 82 modenesi.
A PAG 6-7
http://www.modenaqui.it/25562
http://www.modenaqui.it/25466
Non è più il clima di una volta

Anche i dati ARPA E.R. lo confermano, il clima della nostra regione sta cambiando velocemente, così come succede in tutto il pianeta. Il problema climatico ha impatti non trascurabili già oggi sull´assetto idrogeologico, sull´agricoltura e sulla disponibilità idrica, e in futuro richiederà sempre più attente misure di adattamento e di mitigazione.
E' perciò un piacere vedere raccolti i dati regionali in un atlante climatico che sarà presentato a Bologna il prossimo 9 dicembre, per maggiori informazioni vedasi
http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2009/atlante_clima.pdf
A livello globale invece è uscito un interessante aggiornamento, "Copenhagen diagnosis", dei principali dati dell'AR4 IPCC, eccolo
http://www.copenhagendiagnosis.com/
Le nuove evidenze sono
- Nuove misure da satellite e dirette confermano una perdita di massa in Groenlandia e Antartide che contribuisce all’innalzamento dei livelli del mare
- Il ghiaccio marino artico si è fuso ben oltre le aspettative dei modelli, per esempio nel periodo 2007-2009 l’estensione è del 40% inferiore alla previsione dei modelli presentati nell’AR4 IPCC
- Il libello del mare si è alzato di 5 cm negli ultimi 15 anni, l’80% oltre le previsioni del rapporto IPCC del 2001. Entro il 2100 l’innalzamento dei mari potrebbe arrivare anche a 1 metro o perfino a 2 come limite superiore più pessimisticip
- Nel 2008 le emissioni di biossido di carbonio sono state del 40% più alte che nel 1990. Anche se le emissioni fossero immediatamente stabilizzate ai livelli odierni, in 20 anni il globo potrebbe scaldarsi oltre i 2°C rispetto all’era preindustriale.

Nel rapporto viene indicata come soglia di emissione pro capite nel 2050 una sola tonnellata pro capite: ora la media globale è di 4 t circa, quella italiana di 8-9 t, gli USA 20 t/pro capite, ma il Qatar e altri piccoli stati sono addirittura oltre, mentre la Cina è giusto a 4 t circa pro capite.
Come fermare la Cina, mi chiedono molti? Beh, rispondo io, da un lato rimodulando i nostri consumi, dall’altro… imparando il cinese!
marameo alle auto in coda

Blog silente ma non sono dormiente: terminata la densa di impegni “Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile” è ripreso il secolo di “sottosviluppo insostenibile”.
Ciò nonostante continuo a mettere in pratica le buone pratiche ambientali: 18 nov 2009, la nebbia mi aveva fatto cedere, prendo l'auto ma dopo due rotatorie, fermi. Dietro front, e torno alla mia bici: per precauzione un giubbotto giallo catarifrangente non guasta alla salute...
E ogni viaggio, 13+13 km, risparmio circa 1.5 l di gasolio e circa 2 euro, evitando grosso modo l'emissione di 4 kg di CO2.
Lascio a voi i conti settimanali e mensili (sono già 4 mesi, che i 3 gg/settimana in cui sono in ufficio a Modena vado quasi sempre in bici), ma oltre agli aspetti ambientali in bicicletta si apprezzano altri aspetti che in auto sfuggono. Interessante per esempio vedere in autolavaggio i proprietari di potenti automobili imbaccuccati d’inverno o farsi vento d’estate, mentre donne di colore sudano o patiscono freddo, lucidando la loro automobile… da riflettere.
Intanto, devo dire per fortuna, non fa freddo, 10°C col 90% di umidità, quasi si sudava... tutto sommato, ben venga il Global warming, per una volta. Ciò malgrado ho voglia di neve. E quando nevicherà, vi chiederete? telelavoro e... pupazzi di neve!
Pedalando pedalando...

150 kg di CO2 in meno... ..e un paio di peso corporeo! E' questo il risultato di non una settimana, bensì due mesi di mobilità sostenibile casa-ufficio!
Questa è anche la settimana della mobilità sostenibile, quale occasione migliore quindi per condividere le mie impressionidai pedali.
Ecco l'articolo gentilmente ospitato dalla Gazzetta Di Modena di Domenica 20 settembre, e alcune foto, di come si vede il mondo dai pedali:
Non c’è niente di meglio che provare ciò che si predica, così da oltre un mese ho “rotto il ghiaccio” (come se non bastasse la inarrestabile fusione del Polo Nord) e regolarmente (o quasi) vado da Campogalliano a Modena in bici, fino al Campus di Ingegneria in Via Vignolese. In verità avevo iniziato fin dall’inverno, al sabato, per la spesa settimanale al mercato bio-pomposa. Poi, da fine luglio, lo scatto della molla-pedale. Ora, dopo un mese e mezzo di pedalate, voglio condividere alcune impressioni di come è diverso il mondo dai pedali. Anzitutto, non esistono ciclisti, automobilisti, centauri, pedoni… tutti noi siamo persone e cittadini, con diritti e doveri. E chi dall’auto impreca ai ciclisti magari, la domenica, impreca contro automobilisti che parcheggiano sulla ciclabile o buttano cicche di sigaretta dal finestrino, sfiorando pericolosamente ciclisti e motociclisti (per non parlare del rischio-incendi).
Le ciclabili, a Modena, ultimamente sono salite alla ribalta della cronaca: strano che invece nessuno si fosse accorto o abbia polemizzato se per mesi e mesi la ciclabile da Campogalliano a Modena, lungo l’argine del Secchia, terminava mestamente, sulla Nazionale per Carpi, contro un guard rail e per lungo tempo nessuno tagliava l’erba. Allo stesso modo le polemiche si sono ora sopite e nessuno ha protestato ora che la tanto indispensabile nuova ciclabile di Ponte Alto è stata nuovamente chiusa, con una barriera insormontabile, e che nessuno si sia curato di avvisare (così come vien fatto quando si chiudono strade per lavori) preventivamente i ciclisti prima di imboccare la ciclabile.



Tutto abbastanza bene in Via Emilia a fianco del Parco Ferrari, devo segnalare invece come il semaforo di viale Italia abbia un tempo di rosso troppo lungo, che mette a dura prova il rispetto del Codice della Strada specie sotto il sole cocente; oltretutto, il verde dura così poco che a metà attraversata già scatta il giallo: mai vorrei un foto-ciclo-red!Anche a Palazzo Europa trovo poco rispettoso di noi ciclisti l’ingresso al parcheggio e come è stato messo il cantiere, che chiude drasticamente in modo pericoloso la ciclabile, ma via, coi pedali, fiancheggio l’ITI Corni: i ricordi di scuola sono anche ricordi di gioventù, e in gioventù si fanno anche errori: giustamente mi viene a mente la sgridata di un vigile quando attraversai fuori dalle strisce, e come punizione mi rimandò indietro e al semaforo: più che giusto!

Proprio in centro vi sono nuovi e insidiosi pericoli: auto e furgoni, autobus, e anche pedoni e ciclisti che si guardano poco attorno: sono le conseguenze della scarsa chiarezza: ZTL non significa che non vi sono mezzi a motori, troppi i mezzi con permessi vari, ci vorrebbe più coraggio, come in molte città europee: tutti fuori, auto, furgoni ecc, e maggior regolamentazione con una corsia per i BUS.
Ma il peggio è via Emilia Est: il tratto di ciclabile di Largo Garibaldi infatti è trafficato, buon segno, da molte bici ma affiancato pericolosamente dai bus e soprattutto dopo, fine: un tratto di ciclabile poco chiaro a fianco di un marciapiede termina contro auto parcheggiate, quindi è la giungla: l’istinto di adattamento e sopravvivenza mi ha consentito di raggiungere sempre incolume Via Campi e Via Araldi, ma ora capisco gli zig zag di alcuni ciclisti e chiedo perdono e comprensione ad automobilisti e autisti di bus: fra buchette, tombini, auto in doppia fila ecc come dicevo occorre un vero spirito di sopravvivenza oltre a robusti glutei. Il semaforo con Via Del Pozzo poi lascia transitare, col verde ciclopedonale, chi svolta verso il policlinico, incluso i bus e la cosa non è affatto chiara e quindi molto pericolosa soprattutto per i tanti anziani che vanno a piedi o in bici.



Ma, bomba o non bomba, come diceva Venditti, noi arriveremo a Roma e io invece arrivo in ufficio: 13 km da casa, anziché i 15.5 in auto (e parlerò di questa differenza); circa 3 kg di CO2 evitata, risparmio di un litro di benzina/gasolio o un metro cubo del falsamente ritenuto ecologico metano o GPL, e, perché no, risparmio di circa 2 euro, fra combustibile, manutenzione e ammortamento auto. In questi due mesi così ho risparmiato circa 100 euro ed evitato ben un quintale e mezzo di emissioni di CO2; vero, occorrono 600 viaggi circa per compensare quanto è costato, in emissioni, il mio volo verso il Costa Rica, ma insisterò. Ognuno di noi dovrebbe farsi il suo “budget di CO2” e scegliere come e dove tagliare, io dalle 10 tonnellate sono già sceso a circa 7, il limite sostenibile sarebbe sulle 3-4 tonnellate, è dura ma si può fare, la prima fetta si toglie facilmente con le buone pratiche, il resto occorre anche altro. Oggi intanto piove, primi segnali di autunno: ci voleva, ma (per ora) non ce la faccio e ho usato l’auto: 20 minuti anziché 45, ma quando c’è fila in tangenziale ce ne metto anche 50. Pertanto insisterò, perfino col maltempo. Le buone pratiche vanno anche messe in pratica, da chi le divulga e soprattutto dai politici.

L'era della stupidità
Il 22 settembre si terrà in contemporanea in oltre 45 paesi e 550 cinema (per l'Italia a Genova, Roma, Frascati, Mantova, Rimini, Cesano Boscone, Vigevano, Sanremo e Abbiate Guazzone - ) la prima del film sul cambiamento climatico The Age of Stupid.
The Age of Stupid, letteralmente l'Era degli Stupidi, (vedi, al proposito, le "leggi fondamentali della stupidità") è un film-documentario e di animazione ambientato nel 2055. In un mondo devastato, Pete Postlethwaite (nomination all-Oscar) interpreta un anziano, che si trova a riguardare filmati di archivio del 2008 e a chiedersi: perché non abbiamo fermato il cambiamento climatico quando ne avevamo la possibilità?
Il global warming è inequivocabile e (purtroppo) non si è affatto fermato: l'estate ed il mese di agosto hanno registrato la temperatura dei mari più elevata dall'inizio dei rilevamenti strumentali e l'estate è stata anche la terza più calda a livello globale, in linea dunque con quanto rilevato e avvenuto sia a Modena che al nord Italia e in genere nell'intera penisola.
Per ora sono un po' più ottimista del contenuto del film: abbiamo ancora la possibilità di evitare il peggio, fermando le concentrazioni di CO2 entro la soglia di 450 ppm e limitando il riscaldamento entro la soglia ritenuta dannosa per uomo ed ecosistemi, di 2°C. La COP15 a Copenaghen è un po' la nostra ultima chance: qui, di fatto, potremmo scrivere il finale, o meglio ancora la trama, di questo blockbaster che vale senz'altro la pena di vedere e divulgare.
Intanto, ecco alcuni trailers e anteprime, con una simpatica ma drammatica animazione sulla guerra delle risorse: E' così che si ottiene quella che viene chiamata da alcuni politici "sicurezza energetica".
War for Resources HD from Age of Stupid on Vimeo.



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